Di ritorno da dieci giorni in quel di Barcellona (Barrio Maresme), sorge spontanea la decisione di affidare all'etere qualche fondamentale consiglio di viaggio per chi si recasse laggiù.
N°1: Qualunque sia la stagione in cui programmate il vostro soggiorno, portatevi dietro un colbacco. A Ferragosto le temperature massime si aggiravano attorno ai 23 gradi.
N°2: Anche se le temperature dovessero fortuitamente diventare tropicali, non azzardatevi ad avvicinarvi alla spiaggia (men che meno per fare il bagno). Potreste incorrere in esperienze poco piacevoli, come il cadavere di un topo trasportato a riva da un'onda (esperienza di vita vissuta, esistono foto a testimonianza dei fatti).
N°3: Non fate gli sfigati alternativi che viaggiano in ostello per partito preso. Con la stessa cifra potreste sistemarvi in una camera luxury accomodation con vista panoramica, al diciannovesimo piano di un hotel a quattro stelle che vi offre sauna, Jacuzzi e minibar gratis.
N°4: Per quanto possiate soffrire di dipendenza da dancefloor, rinunciate all'idea di andare a ballare. I catalani hanno pessimo gusto in fatto di musica (fatta eccezione per lo ska, che riesce molto bene).
N°5: Prima di programmare gite sulle alture della città, cercate di essere sufficientemente lungimiranti da alzare gli occhi al cielo e controllare in che direzione si muovono le nuvole. In caso contrario potreste fare la stessa fine della nostra piccola spedizione, che con un ottimismo molto turistico si è arrampicata sulla vetta del Tibidabo per poi uscire dal vagone della funicolare e ritrovarsi nel bel mezzo della nube più densa e bianca della storia; facevamo fatica a vederci tra di noi, figuriamoci a vedere il panorama.
N°6: Le guide e i beninformati vi diranno che a Barcellona non esiste un vero e proprio polo per la vita notturna, ma voi non prestateci attenzione. Se volete mangiare bene e a poco, il posto giusto è il Barri Gotìc; se volete bere bene e a poco, il posto giusto è il Barri Gotìc; se cercate una movida interessante e cosmopolita, il posto giusto è il Barri Gotìc (con particolare attenzione a Plaça George Orwell: partendo da Plaça Cataluñya, seguite la Rambla finché non inciampate nel monumento presumibilmente dedicato a un uomo seduto sul cesso, a quel punto svoltate a sinistra).
N°7: Se vi trovate a Barcellona nei giorni centrali di agosto, non perdetevi per nessun motivo la Fiesta Major de Gracìa, che si svolge appunto nel Barrio Gracìa, un piccolo quartiere dalle mille sfaccettature in cui pensionati catalani, squatter, studenti e giovani designer coesistono pacificamente in una sorta di meltin'pot all'europea. La festa, nella migliore tradizione creativa del luogo, è una sorta di notte bianca più affollata e artistica, che include anche una competizione all'ultimo sangue tra gli organizzatori: ciascuna strada del rione sceglie un tema per gli addobbi (favole,Tetris, astrologia ai fiori, romanzi, lontano oriente), tutti rigorosamente creati con materiale povero o di recupero. Ognuna monta inoltre un palco per i concerti, lasciando che i locali e gli squat presenti nella via organizzino le esibizioni, che di conseguenza spaziano dal jazz al revival, dallo ska al latinoamericano, dalla sardana al rock e al rap. Vince ovviamente la via che meglio coniuga i vari fattori in gioco.
Questo è più o meno il sunto della mia seconda volta nella capitale catalana: ho voluto rendervi partecipe di quei dettagli di cui nessuno parla mai, certa che le mie perle di saggezza vi torneranno utili in un secondo momento. Un giorno mi ringrazierete di avervi stordito con cotanta banalità.
And flowers bloom like madness in the spring...