Di ritorno dalla spesa ritiro la posta, che snobbavo da qualche giorno: a giudicare dalla quantità delle lettere in casella, sembra che io sia stata via un mese. Strano ma vero, la maggior parte delle buste è indirizzata a me e a mia sorella. Ne apro una, e poi un'altra, e un'altra ancora: il contenuto è sempre lo stesso. Arrivo a quota quattordici comunicazioni elettorali; nota bene, di queste quattordici solo tre provengono dall'Unione. Mentre valuto se denunciare la sede milanese di Forza Italia per molestie epistolari (ma 'sti stronzi credono che i miei vent'anni siano troppo pochi per avere un'idea precisa su chi votare?), l'occhio mi cade su un'altra busta, che reca l'intestazione di un'agenzia di hostess per cui avevo fatto un colloquio tempo fa. Con quest'agenzia avevo poi deciso di non lavorare, dato lo strano esito del nostro breve incontro: per intenderci, nel modulo da compilare per i loro archivi mi chiedevano anche di specificare la mia taglia di reggiseno, che si è poi rivelata una discriminante per ottenere il lavoro. Più irritata che curiosa, apro la busta e scopro che la direttrice ha indirizzato una lettera a tutto il suo database di (potenziali) collaboratori, invitando a votare un candidato di Alleanza Nazionale che, a detta sua, "favorirà di molto gli eventi sul territorio, con conseguente aumento delle possibilità di lavorare come hostess e stewart". Accluso alla lettera, un bell'incentivo sottoforma di invito alla prossima sfilata di John Richmond. Perché la Terra dei Cachi è la Terra dei Cachi.
And flowers bloom like madness in the spring...