
Il meraviglioso manufatto raffigurato nella foto dà il titolo a un libro imprescindibile ad opera di Donald A. Norman,
La caffettiera del masochista: psicopatologia degli oggetti quotidiani. Il saggio analizza a fondo, nell'ordine, a) il senso di disagio e inadeguatezza che pervade l'utente che, dopo aver investito cifre folli nell'acquisto di oggetti di design e tecnologia, si rende improvvisamente conto di non capire neanche da che parte si aprono, come si azionano o addirittura a cosa servano esattamente, b) la deformazione sistemica di progettisti e designer, che concepiscono e realizzano oggetti al di fuori dei comuni processi mentali di apprendimento comune, c) il gap culturale che tragicamente separa la categoria dei designer da quella degli utenti, facendo sì che i primi restino degli incompresi agli occhi dei secondi, mentre i secondi passino metà della loro vita a bestemmiare appresso ai primi. Insomma, una quasi-apologia di chi (come la sottoscritta) tuttora ha l'abitudine di schiantarsi contro le porte per aver spinto anzichè tirare, o per chi (sempre come la sottoscritta) non ha ancora capito la differenza tra chiamata a salita e chiamata a discesa negli ascensori degli uffici.