Come Hornby insegna, di ogni avvenimento significativo è auspicabile stilare una top 5. Ecco quella delle botte di sfiga piovuteci tra capo e collo durante la due giorni del MEI.
Quinta posizione: L'incontro, già in treno, con uno dei più noti menagrami della scena, di cui non riporto il nome per ovvi motivi (per chi stesse tirando a indovinare: no, non è il primo della lista).
Quarta posizione: Scoprire che il primo treno del mattino per Faenza è un Eurostar (€ € €) e che gli unici posti liberi di tutto il treno si situano in prima classe (€ € € € € € € €). Evidentemente il losco figuro della quinta posizione ha un effetto retroattivo.
Terza posizione: Entrare in pizzeria per la cena e, all'atto di ordinare una sana, modesta pinta, apprendere che in osservanza delle prescrizioni del Corano i gestori egiziani forniscono unicamente birra analcolica.
Seconda posizione: Constatare che l'hotel, il cui sito declamava fieramente "Raggiungeteci in treno, ci troviamo 5 min dalla stazione ferroviaria", intendeva in realtà "Noi siamo a 5 km dal centro città, in macchina ci mettete cinque minuti, ma non vi azzardate ad avventurarvi a piedi perché lo svincolo dell'autostrada è notoriamente vietato ai pedoni". Segue scampato arrotamento e conseguente dispendiosissima corsa in taxi.
Prima posizione: All'arrivo in albergo, venire a sapere che erano a disposizione dei clienti una serie di navette gratuite da e per il MEI, e che di conseguenza mancato arrotamento e dispendiosissima corsa in taxi si potevano perfettamente evitare.
And flowers bloom like madness in the spring...