Il mio estremo fanatismo per le serie televisive, qui testimoniato da numerosi post, ha trovato terreno fertile sul mio
luogo di lavoro: ora posso guardare di tutto senza sentirmi in colpa, con la scusa che in fondo potrebbe essere materiale per un servizio. Nel corso di queste mie esplorazioni nel variegato universo dei telefilm, ho scovato qualcosa che vale davvero la pena guardare: il serial in questione si chiama
Sugar Rush, è ambientato a Brighton e narra le vicende di Kim, timida quindicenne vergine, clandestinamente lesbica e perdutamente innamorata della sua migliore amica, Sugar. La quale, ovviamente, per contrappasso è una stronza seriale e una puttanella da competizione, totalmente dipendente dal sesso maschile. A fare da spalla alle due protagoniste, una serie di personaggi tanto improbabili quanto esilaranti, come il fratellino di Kim, che crede di essere arrivato da un altro pianeta e per rimarcare il concetto usa dipingersi completamente di blu, o il vicino di casa, un insicuro quindicenne trombonista adottato da una coppia gay. Non il solito stupido telefilm adolescenziale, insomma. L'emittente inglese Channel 4 ha mandato in onda la prima serie nel 2004 (già vincitrice di un Emmy Award) ma grazie alla lodevole opera di
ItaSa ora può goderne anche chi, come me, stenta a capire l'accento britannico bocca-a-culo-di-gallina. Se avete odiato con tutto il cuore Dawson's Creek (ma anche se lo avete amato alla follia), Sugar Rush è il telefilm che fa per voi.