La mail gira per Milano da un po' di giorni, sai mai che l'evento riesca davvero:
"30 GIUGNO 2007-PIAZZA LEONARDO MILANO(POLITECNICO)
DALLE H.21:30 fino a tarda notte!
Siamo in estate, Milano si fa afosa e noi tutti soffochiamo tra il cemento della città... Le Colonne di San Lorenzo vengono chiuse come punto di ritrovo di tanti giovani milanesi come noi... I cocktail in discoteca costano 10 euro... Alle 2 pub e locali chiudono... Insomma, a tanta gente è venuta come l'impressione che MILANO, la nostra città, si stia trasformando in una città adatta solo ad ANZIANI e RICCHI SIGNORI. Molta gente si domanda com'è possibile che ci siano così poche alternative ai 50 euro che si spendono x una serata milanese in discoteca. Molta gente non si fa domande ed emigra in Spagna, perchè, dicono ci
sia un'altra mentalità. Noi pensiamo che non ci sia bisogno di emigrare perchè la voglia di divertirsi ce l'abbiamo anche noi, una tradizione spagnola potremmo però importare: IL BOTELLON!! L'anno scorso in molte città spagnole sono girate diverse catene e-mail per organizzare appunto fenomeni aggregativi di ampia portata nelle piazze della città, il piu' grande evento, il Macrobotellon di Granada ha conseguito la cifra record di 30.000 persone!!
PERCHE NON PROVARCI ANCHE NOI!!!!
Gli ingredienti per il BOTELLON sono pochi: ALLEGRIA, GOLIARDIA, una bottiglia di CUBA LIBRE, bicchieri e tanta gente!!(magari un sacchetto per buttare i rifiuti..) Se ci aggiungiamo poi tanta bella musica la ricetta è pronta!!(Chiunque voglia portare una chitarra,uno jambè o qualsiasi strumento musicale è il benvenuto!) LA FESTA SIAMO NOI!!!! "
Chissà come andrà a finire...
Anche nei miei momenti peggiori, posso contare sul sostegno di
Youtube.
Solo a me poteva succedere di aspettare con ansia e trepidazione un concerto per un mese intero, per poi scoprire che la sera precedente al live il cantante si era lussato la cartilagine della trachea (rarissima eventualità per chiunque non si aggiri sul range di note di Aretha Franklin) e dunque non può esibirsi. Sigh. Goodbye, Anthony, goodbye, The Johnsons. Once more, I've been waiting in vain.
Scena: qualche tempo fa lavoravo tranquilla in ufficio, nel quale è presente un piccolo studio di registrazione che confina proprio con la mia stanza. Diversamente dal solito, la musica che mi arrivava non era il sottofondo a qualche servizio, ma tre bravissime ragazze che cantavano armonizzando in stile anni '30 (come il Trio Lescano, per intenderci). Incuriosita e profondamente invidiosa delle loro doti canore, entro nella stanza del fonico... E mi ritrovo davanti a
costoro, ovviamente in versione senza trucco. La vita è ingiusta.
Perché è così che va: sudi sette camicie per fare in modo che a ventitré anni il tuo curriculum consti già di quattro pagine. Arrivi finalmente ad essere in lizza per il posto di lavoro che desideri e per cui sembra tu abbia le credenziali. Ma a quel punto ti comunicano che il metodo più efficace per ottenere quel preciso impiego è "accendere un cero". That's amore, gente.
Lacrimuccia: l'avevo già sentita in redazione, ma ascoltarla in radio fa tutto un altro effetto. L'ultima puntata di
Dispenser così com'è sempre stato concepito è appena andata in onda e io sono triste triste triste. Mi sento già orfana di
Ferrato e
Bi.Bi., nonostante a) la trasmissione sia conclusa appena mezz'ora fa, b) sono scomparsi dalla mia vita come presenze radiofoniche e non come persone fisiche, c) in fondo ho lavorato in quella redazione per un mese e mezzo soltanto. Ma sette anni da groupie restano sette anni da groupie: in fondo posso permettermi di giocare almeno per una serata alla vedova inconsolabile.
(Oltretutto, oggi ho pure comprato l'ultimissimo libro di
J.C.Izzo che mi resta da leggere. Oggi è proprio la giornata degli ultimi capitoli delle saghe).
So che la mia affermazione è oltremodo banale (e arriva pure a scoppio ritardato), ma mi sono innamorata del ritornello di Daniele Vit sul disco dei Dogo. L'ho capito solo oggi, all'ennesimo ascolto.
Se a qualcuno interessasse, stasera dalle 20.35 in poi delizierò le masse con il mio primo servizio per
Dispenser. L'argomento, manco a dirlo, è Lost (non sono l'unica fanatica in redazione, ma evidentemente sono l'unica che ha avuto il coraggio di rivelare la propria ossessione in pubblico). L'emittente è sempre Radiodue ed esiste perfino un pratico podcast, in caso non possiate sintonizzarvi stasera e non vogliate perdervi questo happening mondano.
Per almeno due settimane (quelle di superlavoro più intenso, in cui i telegiornali erano una visione fuggevole e distratta) sono rimasta convinta che Generale Speciale fosse una carica e non il nome proprio del Generale. Chiarito l'equivoco, apprendo che il predecessore del Generale Speciale si chiama Generale Mosca Moschin (da pronunciarsi tutto d'un fiato, come se fosse un unico cognome). Sono decisamente perplessa.
Stamattina punto la sveglia all'alba per andare a fare le foto di copertina del mio album: piove, non c'è più la luce giusta. Rinunciamo.
Decido quindi di non sprecare la giornata e andare al lavoro presto per portarmi avanti: mia mamma mi annuncia che c'è sciopero dei mezzi, così resto a casa. Mezz'ora dopo scoprirò che lo sciopero è stato revocato.
Nel pomeriggio ho un'intervista telefonica con un americano: la linea cade a metà chiamata.
Una manciata di minuti fa mi arriva un messaggio dalla mia amica: aperitivo disdetto per cause indipendenti dalla sua volontà.
Vado a farmi benedire?
And flowers bloom like madness in the spring...